Il libro

Armi, acciaio e malattie

di Jared Diamond

È uscita da poco la ristampa in edizione economica (Einaudi Super ET, 10,80 euro) di “Armi, acciao e malattie” di Jared Diamond, un libro che pur essendo un classico tra gli addetti ai lavori, ha avuto meno riscontro nel grande pubblico, almeno qui in Italia. Ed è un peccato, perché si tratta di un testo che pur denso e importante rimane di facile e piacevole lettura, viste le non comuni capacità narrative dell’autore.
La domanda cui Diamond si propone di rispondere è di una semplicità sconcertante: perché l’uomo bianco ha sviluppato ed esportato la sua civiltà in buona parte del resto del mondo, e non viceversa? perché non sono stati ad esempio gli aborigeni australiani, o le civiltà andine? Detto in altre parole, “perché l’umanità ha conosciuto tassi di sviluppo così diversi nei vari continenti?” La risposta non poteva certo essere altrettanto semplice e ha richiesto all’autore quindici anni di studio, i cui risultati sono ben esposti in questo libro, non a caso vincitore del Premio Pulitzer 1998 per la saggistica.
Ri-percorrendo in lungo e in largo le vicende dell’umanità dai primi tentativi di affrancamento dalla caccia e dalla raccolta di vegetali disponibili in natura, Diamond dimostra che lo sviluppo della storia delle civiltà umane è dovuto a un insieme di cause e casualità completamente indipendenti dalle popolazioni che abitavano i vari continenti. La spiegazione di queste differenze emerge infatti da un intreccio di diversità geografiche, biologiche ed ecologiche sviluppatesi altrimenti nel corso degli ultimi millenni, fino a portare alle diversificazioni attuali. Viene così a cadere anche scientificamente qualunque possibilità di spiegare questi fenomeni con (presunte?) diverse attitudini e capacità di alcuni uomini rispetto ad altri. E di questi tempi, non è poca cosa.



“Armi, acciaio e malattie”, di Jared Diamond, Einaudi, € 10,80

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segnatura: Varie O 780