attualità

Eclisse egiziana

di Christian Lavarian

Circa 15.000 persone, secondo le autorità del Cairo, si sono raccolte per osservare questo fenomeno astronomico. Era quest’area desertica la migliore scelta sotto il profilo meteorologico e le attesa non hanno tradito, regalando a tutti 4 minuti indimenticabili. Tanto è durata la fase totale, quando la Luna ha oscurato completamente il disco del Sole: sono stati pochi, pochissimi, ma hanno ripagato con gli interessi le fatiche di un viaggio disagevole. Colori di tutto il mondo a Sollum: ordinati tedeschi in fila con gli occhialini d’ordinanza, impassibili giapponesi con guanti candidi, pallidi inglesi e yankee con bandiere sventolanti, tanti italiani a far chiasso in allegria. Scambiando qualche parola in inglese si scopre che siamo tutti uguali: ognuno al proprio paese guarda le stelle di notte e oggi ha portato una persona cara per assistere a qualcosa che non si dimenticherà per tutta la vita. Ma c’è soprattutto tanto nero a Sollum: sono gli egiziani che pur vivendo in un paese molto povero (70 euro il salario medio) hanno risposto con entusiasmo a questa chiamata. L’eclisse di Sole ha permesso a molti di loro di guardare al futuro con un piccola speranza in più, grazie alla liquidità portata da tanti visitatori. È una goccia in un mare di difficoltà, in un paese dal passato meraviglioso e con prospettive incerte. È a loro, agli amici egiziani che un tempo toccavano il cielo, che siamo riconoscenti.

Shukran Misr!

 


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aprile 2006