CROSTACEI

Sesso? No, grazie

di Ermanno Bertuzzi

Alcune specie di crostacei, da milioni di anni, hanno fatto una scelta di astinenza.

Darwinula stevensonii, valva sinistra

Darwinula stevensonii, valva destra

Darwinula stevensonii, dal sito www.kent.edu; Valva destra e valva sinistra

Gli Ostracodi appartengono alla classe dei crostacei, che a sua volta fa parte del più vasto phylum del regno animale, quello degli artropodi.

Si tratta di organismi di dimensioni ridotte, solitamente attorno a 1 mm o meno, comuni nelle acque stagnanti ricche di vegetazione. Il loro rivestimento esterno forma un guscio bivalve dal quale sporgono le antenne che vengono impiegate come organi di locomozione. Possono essere visti anche a occhio nudo sotto forma di puntini che si muovono nell'acqua. In molte specie d'acqua dolce i maschi sono completamente assenti, la popolazione è costituita esclusivamente da femmine che si riproducono per partenogenesi, in altre specie i maschi sono presenti solo occasionalmente.

I Darwinulidae sono la sola famiglia ancora esistente della superfamiglia Darwinuloidea, classe degli Ostracodi (Crostacei). Questo gruppo rappresenta circa il 5% della diversità specifica totale dell’ostracodofauna non marina ed è considerato, insieme ai rotiferi bdelloidei, l’unico gruppo di Metazoi strettamente asessuale. Mentre i rotiferi bdelloidei hanno ricevuto una notevole attenzione, i Darwinulidae sono rimasti virtualmente sconosciuti, nonostante questa linea sopravviva da 100 milioni di anni, o forse perfino da 200, senza riproduzione sessuale. Questa peculiarità biologica e la disponibilità di abbondanti depositi fossili fanno dei Darwinulidae un gruppo di straordinario interesse per lo studio dei tempi e delle modalità con cui avvengono i processi evolutivi.

Malgrado il rinvenimento di estesi depositi fossili in cui si trovano resti dei gusci di Darwinulidae fin dalla loro comparsa, circa 70 milioni di anni fa, non è mai stata trovata alcuna prova dell’esistenza di individui di sesso maschile di nessuna specie nel corso di tutta la loro storia evolutiva. Questa loro caratteristica assolutamente particolare ha portato alcuni studiosi a definirli un vero e proprio “scandalo evolutivo”!

I pochi studi su questo gruppo di crostacei ha spinto numerosi studiosi in questi ultimi anni a  occuparsi di loro e a concludere che, malgrado la scelta radicale operata in senso che esclude ogni possibile forma di riproduzione sessuale, la diversità specifica e sovraspecifica in questa linea asessuale appaiono essere più alte di quanto precedentemente ipotizzato. Inoltre in queste linee clonali è stata osservata una sorprendente stabilità interspecifica a livello morfologico, anche quando si confrontano esemplari raccolti in aree geografiche molto distanti tra loro. Ciò permette di definire “buone specie” da un punto di vista tassonomico, ma anche da un punto di vista evolutivo: i dati disponibili sostengono dunque l’ipotesi dell’origine da un unico filone di questo gruppo.

In conclusione, malgrado una scelta di astinenza sessuale radicale compiuta oltre 70 milioni di anni fa, questi piccoli organismi non danno alcun segno di ripensamento e la loro stessa diffusione e sopravvivenza per un così lungo periodo di tempo testimoniano una diversa strada evolutiva di successo e longevità.


Per saperne di più:

Martens K., G. Rossetti, R. Fuhrmann. 1997. Pleistocene and Recent species of the family Darwinulidae Brady & Norman, 1889
(Crustacea, Ostracoda) in Europe. Hydrobiologia 357:99-116.

Martens K. (ed.), 1998. Sex and Parthenogenesis: Evolutionary Ecology of Reproductive Modes in Non-Marine Ostracods. Backhuys Publ., Amsterdam,


Rossetti G., K. Martens. 1998.
Taxonomic Revision of the Recent and Holocene representatives of the Family Darwinulidae (Crustacea, Ostracoda), with a description of three new genera. Bull. K. Belg. Inst. Natuurw. Biol. 68:55-110.




giugno 2006