FOSSILI

Anche i fossili lo fanno…ma di nascosto!

di Maria Chiara Deflorian

La mancanza di informazioni sulla riproduzione degli organismi fossili è alla base della sostanziale differenza tra il concetto di specie attuale e quello di specie fossile.

Coleotteri in accoppiamento (Byturus tomentosus) – Ambra del Baltico. Foto dal sito www.brost.se

Coleotteri in accoppiamento (Byturus tomentosus) – Ambra del Baltico. Foto dal sito www.brost.se

È facile immaginare che anche gli organismi che oggi rinveniamo allo stato fossile, essendo testimonianza di viventi del passato, si accoppiassero tra loro per dar luogo a una progenie;

ben diverso però è averne le prove. Infatti, reperti fossili in cui gli animali siano stati per così dire “colti sul fatto” sono estremamente rari, per non dire quasi inesistenti.

Ciò dipende principalmente dal fatto che gli organi atti alla riproduzione sono generalmente costituiti da tessuti che dopo la morte vanno incontro alla decomposizione; di conseguenza risulta pressoché impossibile ricostruire le abitudini sessuali delle specie fossili, avendo a disposizione solo scheletri e conchiglie.

Per potersi avvicinare alla realtà, i paleontologi possono comunque formulare delle ipotesi, facendo ricorso a paragoni con i parenti più prossimi ancora in vita.

La mancanza di informazioni sulla riproduzione degli organismi fossili è alla base della sostanziale differenza tra il concetto di specie attuale e quello di specie fossile.

Maschio (in basso) e femmina (in alto) di lucciola in accoppiamento. Foto dal sito psteinmann.net

Maschio (in basso) e femmina (in alto) di lucciola in accoppiamento. Foto dal sito psteinmann.net

Ufficialmente, in zoologia, appartengono alla stessa specie gli organismi in grado di accoppiarsi tra loro dando luogo a prole fertile; che dire dunque dei fossili? Risulta chiaro che una tale definizione è inapplicabile al mondo (ormai) inanimato della paleontologia, dove invece gli animali vengono dichiarati conspecifici per la somiglianza della parte dura che generalmente si conserva nella roccia (come la conchiglia, il carapace, lo scheletro, la teca…).

Proviamo a chiarire con qualche esempio. Immaginate che il gallo cedrone sia estinto da qualche milione di anni e non abbia parenti attuali: improvvisandovi paleontologi potete comprendere che difficilmente i fossili del maschio verrebbero abbinati a quelli della sua compagna, molto più piccola e dal piumaggio completamente differente. Pensiamo poi alla lucciola, in cui la femmina è senza ali e somiglia ad una larva, mentre il maschio vola e ha l’aspetto di un coleottero!

All’opposto, specie molto simili tra loro verrebbero riunite nello stesso gruppo.

Confronto tre  Maschio di fringuello -Fringilla coelebs -( da www.westmidlandbirdclub.com) e Maschio di peppola  -Fringilla montifringilla - ( da www.natur-vesthimmerland.dk)

Confronto tre Maschio di fringuello -Fringilla coelebs -( da www.westmidlandbirdclub.com) e Maschio di peppola -Fringilla montifringilla - ( da www.natur-vesthimmerland.dk)

Un esempio potrebbero essere le “coppie” di uccelli fringuello-peppola e codirosso comune-codirosso spazzacamino: oggi vengono riconosciuti e classificati in specie diverse in base a elementi che di fatto svaniscono alla morte dell’animale (o poco dopo), come il canto e il colore delle penne, e per questo da fossili sarebbero dichiarati della stessa specie.

Come in ogni cosa però, ci sono delle eccezioni. Se è vero che normalmente la fossilizzazione conserva solo le parti dure dell’organismo, esistono tuttavia casi in cui la conservazione è totale. Ciò si verifica nell’ambra, resina fossile in cui è spesso possibile osservare piccoli ragni e insetti, rimasti intrappolati mentre svolgevano un preciso atto della loro esistenza. E tra questi atti, congelati per sempre, c’è anche l’accoppiamento, come mostrano alcuni pezzi dello Swedish Amber Museum.



Disegno in home page:  Mosche in accoppiamento - Ambra del Baltico

(dal sito Swedish Amber Museum)



giugno 2006