INVERTEBRATI

Alcuni lo fanno molto strano!

di Luana Silveri

Singolari tipologie di accoppiamento, risultato di spinte evolutive tese alla conquista della femmina e della paternità del maggior numero di progenie possibile.

Chiocciole di Limax in accopiamento (foto da: www.naturefg.com )

Chiocciole di Limax in accopiamento (foto da: www.naturefg.com )

Il sesso non è mai una cosa semplice, se poi si tratta di sesso tra Invertebrati (animali sprovvisti di colonna vertebrale e scheletro interni) le cose si complicano ancora di più. Le forme di accoppiamento possono essere le più diverse e strambe che si possano immaginare.

Una forma particolare di sessualità è l’ermafroditismo, cioè la contemporanea presenza di organi riproduttori maschili e femminili nello stesso individuo. Sono ermafroditi molti invertebrati marini e terrestri come le chiocciole, le oloturie (cetrioli di mare), le sanguisughe e le planarie. L’accoppiamento tra due invertebrati ermafroditi non è proprio un affare semplice. Un esempio abbastanza cruento ci è offerto dalla lumaca Limax redii. L’organo maschile di questa chiocciola arriva ad essere ben sette volte la lunghezza del suo corpo. Dato che diventa padre chi riesce per primo a inseminare l’altro individuo, la copula diventa una specie di lotta in cui le due chiocciole finiscono spesso per intrecciarsi e annodarsi proprio a causa di quel pene così spropositato. Quando infine l’inseminazione di una delle due chiocciole è avvenuta bisogna allontanarsi e, così avvinghiate come sono, il solo modo per liberarsi e poter andare via è quello di mordere alla base del pene, staccandolo. Da quel momento in poi la lumaca più “temeraria” o forse la meno “sveglia” si comporterà solo da femmina. Non è noto se ambedue gli individui adottino questa tecnica per liberarsi oppure se ci sia una sorta di negoziazione per decidere chi dei due dovrà rinunciare alla sua mascolinità. Sta di fatto che dopo una copula così singolare per una delle due chiocciole coinvolte il “problema” dell’ermafroditismo verrà meno.

Anche alcuni Emitteri hanno un accoppiamento piuttosto singolare. Il maschio della cimice insemina la femmina attraverso la parete corporea. È provvisto di una specie di falce (parameto) alla sommità dell’addome provvisto di una scanalatura interna dove si trova il pene; questo strumento funziona come una sorta di coltello a serramanico. Durante l’accoppiamento viene estruso e usato per tagliare le squame della cuticola esterna della femmina, e a quel punto avviene l’inseminazione. La femmina, dal canto suo possiede una sorta di struttura a cuscinetto (spermalege) appena al di sotto della cuticola. Questa è una specie di cellula ameboica che ha il compito  di distruggere gli spermatozoi intrusi. I pochi spermatozoi che riescono a sfuggire si dirigono verso la sacca di riserva spermatica e di lì alle ovaie, dove andranno a fecondare le uova mature.

Libellule Calopteryx in accoppiamento (foto da: www.bugguide.net )

Libellule Calopteryx in accoppiamento (foto da: www.bugguide.net )

Per gli animali è di fondamentale importanza assicurarsi la paternità perchè questo vuol dire tramandare ai posteri il proprio patrimonio genetico. Bisogna quindi che il maschio controlli che siano proprio i suoi spermatozoi a fecondare l’ovulo della femmina prescelta, e il controllo può avvenire sia prima che dopo l’accoppiamento.

Un modo particolare di controllo della paternità è quello adottato dalla libellula Calopteryx maculata. Il maschio di questa libellula è in grado di rimuovere gli spermatozoi di altri maschi con cui la femmina si è precedentemente accoppiata. Come è possibile ciò? La risposta sta nella forma dell’organo maschile: il pene di queste libellule infatti è fornito di piccoli uncini e corni che servono ad estrarre eventuali altri spermatozoi “intrusi” dal corpo della femmina. La copula dura poco più di un minuto, ma prima di inseminare la femmina coi suoi spermatozoi il maschio di Calopteryx provvede a eliminare qualsiasi altro possibile padre.

Mantis religiosa in accopiamento (foto da: www.biolib.cz)

Mantis religiosa in accopiamento (foto da: www.biolib.cz)

Tra gli insetti ci sono anche alcune tra le più fredde “mangiatrici di uomini”: le mantidi e i ragni. Eh si, perché nemmeno gli insetti fanno nulla per nulla: per acconsentire all’accoppiamento alcune femmine richiedono dei doni nuziali, e nel caso del cannibalismo sessuale il dono è il maschio stesso, che viene mangiato subito dopo l’accoppiamento.

Nel caso della mantide (Mantis religiosa) i maschi cercano in tutti i modi di evitare il loro sacrificio. Quando la femmina di mantide è sessualmente matura rilascia un ferormone che il maschio capta e insegue finché non localizza la femmina. Quando l’ha trovata rimane a circa 30-40 cm di distanza da lei e la segue da lontano grazie ai suoi grandi occhi. Appena la femmina si accorge della sua presenza il maschio si immobilizza, cerca di mimetizzarsi tra le foglie arrivando persino a imitare il fruscio di foglie al vento muovendosi ritmicamente. Quando giunge a circa 10 cm di distanza si mette in attesa e appena la femmina mostra un momento di distrazione le salta sul dorso e con la punta dell’addome avviene la copula che dura anche un paio d’ore, dopodichè salta via rapidamente. Se è stato svelto e cauto ha salva la vita. Se invece indugia più del necessario la manovra non riesce e finisce tra le spinose zampe anteriori della femmina che si serve di lui per fare un piccolo spuntino. La femmina inizia subito a mangiare il maschio sprovveduto incominciando spesso dalla testa dove risiede un ganglio nervoso responsabile del comportamento di copula. A questo punto il maschio perde non solo la vita ma abbassa le sue possibilità di diventare padre, nonostante tutto. Infatti mentre viene mangiato il maschio continua a tentare di inseminare la femmina ma muovendo il suo addome casualmente, per cui le probabilità di riuscita della copula non si annullano, ma diminuiscono comunque.

Ragno Latrodectus hasselti (foto da: www.bestpest.com.au)

Ragno Latrodectus hasselti (foto da: www.bestpest.com.au)

Un altro caso di cannibalismo, ma volontario è quello del ragno Latrodectus hasselti. In questa specie il sacrificio del maschio è una routine. Infatti pochi secondi dopo aver iniziato la copula con la femmina, il maschio fa una capriola in avanti e ricade davanti alla bocca della femmina che a quel punto non può far altro che mangiarselo. Ma perché il maschio di Latrodectus dovrebbe immolarsi volontariamente? Il motivo sta nella maggiore certezza della paternità. Infatti l’accoppiamento che comprende il cannibalismo dura di più (circa 25 min contro 11 min in assenza di cannibalismo) e più dura l’accoppiamento più è probabile che la femmina usi gli spermatozoi di quel maschio per fecondare le sue uova. Inoltre dopo un accoppiamento con cannibalismo, la femmina è meno propensa ad andare in cerca di altri maschi.

 

Queste singolari tipologie di accoppiamento sono tutte risultato di spinte evolutive tese alla conquista della femmina e della paternità del maggior numero di progenie possibile. Il sesso è il mezzo tramite cui l’evoluzione agisce e per agire permette anche queste e altre stranezze.



Foto in home page e in questa pagina. Libellule Calopteryx in accoppiamento (foto da: www.bugguide.net )



giugno 2006