ZOOLOGIA

Sotto la neve la vita non si ferma

di Ermanno Bertuzzi

Al contrario di quanto si potrebbe immaginare, con la stagione fredda le sorgenti e i ruscelli costituiscono un habitat relativamente caldo rispetto all’ambiente circostante.

Sorgente circondata dalla neve sopra Molveno (Parco Naturale Adamello-Brenta; foto N. Angeli).

Sorgente circondata dalla neve sopra Molveno (Parco Naturale Adamello-Brenta; foto N. Angeli).

Quando pensiamo all’inverno ci vengono in mente per prima cosa il freddo, i paesaggi imbiancati, le giornate brevi e con meno luce e magari gli animali che vanno in letargo. Gli alberi perdono le foglie, i prati si seccano e sembra quasi che la vita si fermi, in riposo, in attesa della stagione favorevole. Un piccolo torrente o un laghetto sono coperti di ghiaccio e neve e le ranocchie che gracidavano l’estate saranno immerse nel fango sul fondo di qualche area umida in riposo forzato.

Ma guardando in un torrente o attorno a una sorgente cosa vi aspettereste di trovare? Soltanto ghiaccio, neve, poca acqua e molto fredda. Ma ci sono animaletti o piante che resistono e vivono ancora in quel freddo d’inverno?

Al contrario di quanto si potrebbe immaginare, con la stagione fredda le sorgenti e i ruscelli costituiscono un habitat relativamente caldo rispetto all’ambiente circostante. Ad esempio, se qualcuno è stato nella piana delle Viotte in questi giorni, avrà visto il bianco della neve dominare su tutto con una coltre bianca e ormai gelata di mezzo metro a celare i prati, l’erba, gli arbusti e gli specchi d’acqua della torbiera che solitamente si osservano d’estate. Passeggiando nella piana, superata la Terrazza delle Stelle, a uno sguardo più attento però non mancherà di accorgersi, che nella neve restano alcune limitate “aperture” là dove alcune sorgenti perenni scaturiscono dal terreno dando vita a un ruscello che si vede a fatica nel bianco circostante. E quel ruscello dalle acque costantemente di poco sopra lo zero ci riserva più di una sorpresa: proviamo ad alzare qualche sasso e iniziamo a guardare…

Un gruppo di planarie in una sorgente in Val di Ledro (foto E. Bertuzzi).

Un gruppo di planarie in una sorgente in Val di Ledro (foto E. Bertuzzi).

Oligochete in una piccola sorgente di interstrato della Vallesinella (Parco Naturale Adamello-Brenta; foto E. Bertuzzi).

Oligochete in una piccola sorgente di interstrato della Vallesinella (Parco Naturale Adamello-Brenta; foto E. Bertuzzi).

Ecco tanti piccoli vermetti scuri che strisciano lentamente e che quando si fermano sembrano quasi accorciarsi in una macchietta senza forma: sono Tricladi, planarie o, come direbbe un seguace di Linneo, si tratta di Crenobia.

E quel piccolo organismo che pare un anellino bianco è un Oligochete. Ma potremmo anche trovare altre larve d’insetto, Plecotteri ad esempio, che amano le acque fredde e ossigenate, o altri organismi ancora.

Se poi guardiamo bene i sassi, ci accorgiamo che una sottile patina verde o marroncina li ricopre. Può essere più o meno spessa e con la poca acqua che c’è si vede bene il fondo, e così ci accorgiamo subito di queste macchie di colore nel letto del ruscello. Sono alghe, cianobatteri e soprattutto diatomee, microscopiche alghe unicellulari che hanno la caratteristica di avere la parete cellulare fatta di silice, come il vetro. E se grattiamo un poco il sasso con uno spazzolino e mettiamo quanto raccolto su un vetrino sotto il microscopio ecco queste piccolissime alghe finalmente visibili ai nostri occhi.

Diatomee di una sorgente in Val di Fumo, visione al microscopio ottico, 400 ingrandimenti (Parco Naturale Adamello-Brenta; foto S. Scola).

Diatomee di una sorgente in Val di Fumo, visione al microscopio ottico, 400 ingrandimenti (Parco Naturale Adamello-Brenta; foto S. Scola).

Visione al microscopio ottico di due esemplari di Gomphonema amoenum, 400 ingrandimenti (Parco Naturale Adamello-Brenta; foto S. Scola).

Visione al microscopio ottico di due esemplari di Gomphonema amoenum, 400 ingrandimenti (Parco Naturale Adamello-Brenta; foto S. Scola).

Ambienti così piccoli e con poca acqua ospitano una varietà sorprendente di organismi che non si penserebbe, basta che il flusso costante d’acqua non si interrompa e nelle giornate più miti si potrà osservare lo sfarfallamento degli adulti di vari insetti, che prima erano piccole larve acquatiche, e ora, dopo una trasformazione molto simile a quella del bruco in farfalla, volano attorno nell’aria un poco meno gelida. E magari a un certo punto si posano sulla coltre nevosa assieme a un compagno per l’accoppiamento, prima che il freddo intenso della notte torni a farsi sentire.

 

 

 

 

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Sorgente reocrena sotto la neve in Val di Fumo (Parco Naturale Adamello-Brenta; foto E. Bertuzzi).

 



dicembre 2005