PIETRE

Bianco… come il marmo

di Paolo Ferretti

Varietà di marmo bianco simili a quelle delle Alpi Apuane, ma meno conosciute, si trovano anche in Trentino. 

Filone basaltico nel Marmo Grigio Perla (Cava Val di Serra, Ala)

Bianco come il marmo… e il pensiero corre subito alle magnifiche opere di Michelangelo scolpite nel bianchissimo Marmo di Carrara.

Molte varietà di pietre ornamentali chiamate erroneamente marmo, in realtà corrispondono a graniti o rocce calcaree. Il marmo in senso stretto fa parte invece delle rocce metamorfiche. In questa categoria rientrano le rocce derivanti da originarie formazioni rocciose che, se soggette a sensibili aumenti di pressione e temperatura, si trasformano in prodotti con struttura e composizione mineralogica differente.

Il marmo in particolare nasce da rocce sedimentarie a composizione carbonatica (calcari e dolomie) soggette ad alte temperature, esercitate da iniezioni di magma (metamorfismo di contatto), oppure a forti pressioni che si sviluppano a grandi profondità sotto le catene montuose (metamorfismo regionale).

Foto al microscopio a nicols incrociati di marmo

Fronte di cava di Marmo della Val Breguzzo

Questi fattori producono una ricristallizzazione dei minerali presenti nella roccia e l’aggregazione di piccoli cristalli di calcite (CaCO3) che conferiscono al marmo il tipico colore bianco e un aspetto simile allo zucchero, detto appunto saccaroide.

Varietà di marmo simili a quelle delle Alpi Apuane, ma meno conosciute, si trovano anche in Trentino. Il più somigliante è il Marmo di Breguzzo proveniente da due cave in Val Breguzzo e Val d’Arnò ma c’è anche la Predazzite della cava Canzoccoli di Predazzo. Entrambi si sono formati a partire da rocce calcareo-dolomitiche metamorfosate dall’intenso calore sprigionatosi da ingenti masse magmatiche che una volta consolidate originarono rispettivamente il massiccio dell’Adamello e i rilievi di natura vulcanica attorno a Predazzo.

Il Marmo Grigio Perla, estratto in diverse cave del Trentino meridionale, e in particolare nella cava Val di Serra a nord di Ala, deriva invece dal metamorfismo di contatto prodotto da isolati filoni basaltici sulla Dolomia Principale.

Il campo di utilizzo di questi materiali va dai granulati ai rivestimenti interni ed esterni. Per opere scultoree ed elementi decorativi vennero utilizzati in passato il Marmo della Val Breguzzo e la Predazzite. L’estrazione del marmo si è molto ridotta negli ultimi anni e attualmente rimangono in  attività solo le cave della Val Breguzzo.

Affioramenti di marmo al contatto tra il plutone dell’Adamello (a destra) e le rocce incassanti (a sinistra)

Cava Val di Serra (Pilcante, Ala)



dicembre 2005