ACQUA - SORGENTI

Alle fonti dell’acqua

di Ermanno Bertuzzi

Breve diario di un ricercatore alle prese con un progetto di ricerca sulle sorgenti trentine.

Sorgente reocrena a Bedole, in Val Genova ( foto E. Bertuzzi)

Sorgente reocrena a Bedole, in Val Genova ( foto E. Bertuzzi)

L’acqua nelle sue varie forme e manifestazioni - ghiacciai, sorgenti, corsi d’acqua, cascate, laghi - è uno degli elementi che caratterizza più fortemente il paesaggio.

Fra tutte le forme citate le sorgenti sono gli ambienti naturali forse meno conosciuti. Questo perché l’attenzione alle sorgenti è rivolta quasi esclusivamente all’utilizzo dell’acqua che ne sgorga.

Ma cos’è una sorgente? È un ambiente in cui l’acqua, dopo un percorso sotterraneo più o meno lungo, raggiunge naturalmente la superficie. In base ai modi in cui l’acqua viene a giorno, questi ambienti possono essere suddivisi in:

Sorgente limnocrena, in Val di Fumo ( foto M. Cantonati)

Sorgente limnocrena, in Val di Fumo ( foto M. Cantonati)

Sorgente elocrena Stella Alpina, in Val Genova ( foto M. Cantonati)

Sorgente elocrena Stella Alpina, in Val Genova ( foto M. Cantonati)

- sorgenti reocrene, in cui l’acqua che emerge genera subito un ruscello sorgivo con acque veloci;

- sorgenti limnocrene, in cui l’acqua emerge in una depressione e ristagna formando un lago o una pozza;

- sorgenti elocrene, in cui l’acqua viene a giorno lentamente e in maniera diffusa generando una zona paludosa.

Nel caso in cui l’acqua emerga lungo una parete rocciosa, può formare solo un sottile velo che scorre verticalmente sulla roccia: in questo caso si parla di sorgente reocrena igropetrica o velo igropetrico.

La principale caratteristica delle sorgenti, rispetto alle altre acque superficiali, è quella di presentare, nell’arco delle stagioni, una notevole costanza dei principali fattori chimici e fisici, in particolare della temperatura. La temperatura delle acque sorgive varia in funzione della quota, mentre le caratteristiche chimiche possono variare molto da sorgente a sorgente in relazione alla tipologia delle rocce che le acque attraversano nel loro percorso sotterraneo. Questi ambienti sono quindi notoriamente considerati “stabili”, cioè soggetti a piccole variazioni dei parametri fisici e chimici nel corso delle giornate e delle stagioni.

Proprio per le sue caratteristiche di costanza e stabilità, l’ecosistema sorgivo ospita organismi che non potrebbero sopravvivere nell’ambiente più instabile e variabile di un corso d’acqua, che può essere soggetto a consistenti variazioni della portata, della temperatura e delle caratteristiche chimiche. Vi sono alcuni gruppi di organismi che includono numerose specie presenti prevalentemente nelle sorgenti e in altre acque superficiali incontaminate; altri gruppi presentano addirittura specie rinvenibili unicamente nell’ambiente sorgivo (ad esempio gli acari acquatici o alcune specie di cianobatteri).

Velo igropetrico in Val Ceda ( foto M. Cantonati)

Velo igropetrico in Val Ceda ( foto M. Cantonati)

Acaro acquatico raccolto nella sorgente di Ponte delle Cambiali, Val Genova (foto E. Bertuzzi)

Acaro acquatico raccolto nella sorgente di Ponte delle Cambiali, Val Genova (foto E. Bertuzzi)

Le ricerche specificamente dedicate alle sorgenti sono decisamente poche; molto rimane ancora da scoprire e conoscere per una conservazione consapevole di questi ambienti a livello alpino. Il progetto di ricerca CRENODAT (Biodiversità e valutazione dell’integrità delle sorgenti del Trentino e ricerche ecologiche a lungo termine) mira a colmare almeno in parte questa lacuna.

Questo progetto triennale, finanziato dal Servizio Università e Ricerca Scientifica della Provincia autonoma di Trento, e coordinato dalla Sezione di Limnologia e Algologia del Museo tridentino di scienze naturali, proprio questa estate ha raggiunto la sua fase più intensa: il campionamento di 100 sorgenti in soli quattro mesi. Uno staff di ricercatori del Museo si è impegnato in una sorta di “maratona delle sorgenti” studiando, analizzando e raccogliendo campioni da sorgenti in valle fino a scaturigini che si trovano a quasi 3000 metri di quota. Per farlo si è messo a punto uno schema di studio ben preciso con schede, foto, schizzi, disegni e campioni da fare e raccogliere in ogni sorgente. E ora, giunti quasi al sospirato traguardo di cento ambienti sorgivi, ci si prepara a catalogare e ordinare tutto questo materiale che viene ulteriormente studiato e analizzato. I risultati? Per ora si ordinano i dati raccolti, ma non appena avremo un quadro completo, ne riparleremo.

Ora scappo, devo tornare in montagna a campionare!

Bibliografia

Cantonati M. (a cura di), 1998 - Le sorgenti del Parco Adamello-Brenta. Ricerche idrobiologiche su fonti non captate - Parco Documenti, 11: 1-177. Parco Naturale Adamello-Brenta, Strembo (TN).

settembre 2005

Laghetto di Bombasel Foto di Alessandro Ghezzer

Cianobatterio presente nella sorgente di Ponte delle Cambiali, Val Genova (Parco Naturale Adamello-Brenta; foto E. Bertuzzi)

Per saperne di più:

Alpenquellen, portale tematico sulle sorgenti delle Alpi

Progetto CRENODAT