ACQUA - BOTANICA

Dalla pianura alla montagna

di Francesco Rigobello

Semi “caduti” o “trasportati” in un laghetto sono riusciti a radicare, dando origine a una piccola popolazione alpina di una pianta tipica degli ambienti umidi di pianura.

Foto-disegno dal sito Project Runeberg http://runeberg.org/

Foto-disegno dal sito Project Runeberg

Quando nell’agosto del 2000 i ricercatori della sezione di idrobiologia del Museo tridentino di scienze naturali, nell’ambito della ricerca svolta per l’aggiornamento e l’ampliamento del Catasto dei Laghi del Trentino raccolsero nel lago di Bombasel I, a 2197 m quota, i campioni di una pianta acquatica simile a un equiseto ma diversa per ambiente di vita e per aspetto generale, non sapevano di fare una cosa “impossibile”.

La pianta trovata era Hippuris vulgaris L., anche detta Coda di cavallo acquatica. Si tratta di un’erba acquatica che vive con le radici affondate nel fango ed è spesso totalmente sommersa. Ama le acque limpide, stagnanti o lentamente fluenti, ed è presente nell’Italia Centrale e Settentrionale.

Presente, ma non comune: rientra infatti come gran parte delle idrofite tra le specie a rischio di estinzione, e questo soprattutto in seguito alle modifiche ambientali dovute all’attività umana. Anche nella “Lista rossa della Flora del Trentino” compilata dal dott. Filippo Prosser, botanico del Museo Civico di Rovereto, viene evidenziato come il 79,3% delle idrofite appartenenti alla flora trentina siano a rischio.

Foto tratta dal sito della Ruhr-Universität Bochum http://www.ruhr-uni-bochum.de

Foto tratta dal sito della Ruhr-Universität Bochum

Ma perché avrebbe dovuto essere impossibile trovare questa pianta al laghetto di Bombasel?

Beh, secondo la Flora d’Italia di Sandro Pignatti, questa pianta vive nelle acque fino ai 600 m s.l.m., meglio se un po’ più in basso, e qui siamo a quasi 2200 m s.l.m.!

L’unica spiegazione possibile è quindi che la sua presenza sia da imputare a uccelli limicoli migratori che senza accorgersene abbiano trasportato i semi. Semi che durante una loro sosta sono caduti nel laghetto e sono riusciti a radicare, dando così origine a una piccola popolazione “alpina” di questa pianta tipica degli ambienti umidi di pianura.

In precedenza era già stata segnalata dai ricercatori del Museo Civico di Rovereto, la presenza di una piccola popolazione di Hippuris vulgaris nel laghetto a 1,1 Km a Sud di Malga Valsorda, all’interno del Parco Paneveggio Pale di S Martino, a quota 2043 m s.l.m. Anche in questo caso si tratta di un piccolo laghetto alpino, di sicuro area di sosta temporanea per gli uccelli che stanno attraversando le Alpi.

Laghetto di Bombasel
Foto di Alessandro Ghezzer

Laghetto di Bombasel
Foto di Alessandro Ghezzer

Come avvenga il trasporto dei semi non è ancora certo, alcune ipotesi possibili sono che i semi siano stati inghiottiti, oppure siano rimasti attaccati alle piume degli uccelli che avevano precedentemente frugato nel limo di corsi d’acqua e stagni posti a quote più basse.

In ogni caso queste popolazioni extrazonali sono solitamente sterili, e anche se possono sopravvivere, e in alcuni casi diffondersi nelle vicinanze attraverso la riproduzione vegetativa, mancando la riproduzione attraverso semi, sono destinate a impoverirsi e a sparire.

Resta in ogni caso l’importanza dei ritrovamenti, sia come testimonianza delle modalità di diffusione della specie, sia come indicazione della plasticità e della adattabilità delle piante, che permette a una specie tipica ed esclusiva degli ambienti di pianura di sopravvivere e crescere in un ambiente di alta montagna.

settembre 2005