BOTANICA

Piante per volare

di Francesco Rigobello

La “ricetta” dell’unguento magico delle streghe per poter volare ai Sabba.

 

Atropa belladonna

Atropa belladonna

Se il fascino del volo è sempre stato presente nella storia dell’uomo e per realizzare questo sogno sono stati provati i congegni più vari e fantasiosi, certamente i più strani e improbabili voli erano quelli che dicevano di fare le streghe per recarsi al Sabba, cioè alle loro “riunioni” con il diavolo. Secondo questi racconti, giunto il giorno convenuto le streghe si spogliavano e si cospargevano il corpo con degli unguenti magici. Poi a cavallo di una scopa unta, o di un animale che di solito era il proprio “famiglio” trasformato, uscivano dalla porta o dal camino e si recavano in volo al Sabba ove incontravano altre streghe giunte da posti diversi e lontanissimi. L’unguento veniva spalmato oltre che sulla scopa anche su altri utensili come panche, sgabelli o bastoni. Una volta unti questi si levavano in volo e portavano la strega, che era a cavalcioni su di essi, al luogo desiderato.

Ovviamente, appare subito evidente come questo “volo” non possa avvenire nella realtà senza contraddire tutte le leggi fisiche conosciute, ne consegue che doveva trattarsi non di un volo reale bensì di un volo immaginario.

Mandragora officinalis

Mandragora officinalis

Aconitum sp.

Aconitum sp.

Nella composizione dell’unguento delle streghe svolge un ruolo particolarmente importante la famiglia botanica delle Solanaceae, che tra l’altro comprende il tabacco, la patata e il pomodoro. Altre piante di questa famiglia sono la belladonna (Atropa belladonna), il giusquiamo nero (Hyoscyamus niger), lo stramonio (Datura stramonium), la mandragora (Mandragora officinalis), tutte ricche di alcaloidi tropeinici (atropina, iosciamina, scopolamina) con effetti allucinogeni non molto diversi tra loro. Ci sono poi l’aconito (Aconitum sp.), il colchico (Colchicum autumnalis) ed altre piante appartenenti ad altre famiglie. Tutte queste piante oltre a dare allucinazioni e offuscamento dei sensi e della coscienza, provocano anche perdita di vista, udito e tatto, con stanchezza e sonno popolato da incubi. Associato a questo vi sono anche illusioni e allucinazioni, con stati di torpore psichico, amnesie e deliri. Quando cessa l’effetto rimane uno stato di forte confusione mentale con tendenza a colmare le lacune amnesiache mediante racconti di fantasia.

Si capisce quindi facilmente come le “streghe” potessero convincersi di avere incontri e rapporti con il diavolo, e convincersi di essere andate in volo su una scopa, anche in luoghi lontanissimi, e poi essere ritornate tutto in una notte. 

giugno 2005