LAGHI

E le ricerche presero il volo….

di Ermanno Bertuzzi

Vanessa atalata L.Come raggiungere con tutta l’attrezzatura un lago a marzo, a 2233 metri di quota, quando la strada è chiusa e la neve è molto alta? Semplice: in elicottero.

Le ricerche in ambienti d’alta quota sono affascinanti per i luoghi in cui si deve passare, per i paesaggi e gli animali che si possono vedere, ma non le dimentichi tanto facilmente anche per le fatiche che solitamente si devono affrontare.

Spesso infatti i luoghi da raggiungere si trovano in zone di difficile accesso. Solitamente c’è sempre qualche strada che permette un certo avvicinamento ma poi si lascia l’auto, si apre il bagagliaio e… zaino in spalla.

I laghi d’alta quota, quelli che incontriamo in montagna sopra il limite degli alberi, per intendersi, sono numerosi. Un escursionista che frequenti spesso i monti ne conoscerà di certo parecchi ma anche il lettore della recente riedizione del libro del Tomasi, dedicato ai laghi del Trentino, sarà rimasto colpito dal numero dei laghi, soprattutto in alta quota.

Fra questi laghi ve n’è uno che il Museo sta studiando da un po’ di tempo per le particolari caratteristiche della sua acqua, più pura di quella che si mette nel ferro da stiro! Vi sconsiglio però di andar su per riempire la bottiglietta, è più semplice prendere quella che trovate al supermercato!

Sto parlando del Lago Nero di Cornisello, un lago che si incontra al termine della Val di Nambrone, poco sopra i più noti laghi di Cornisello Inferiore e Superiore. A differenza di questi ultimi, il lago Nero non ha subito modificazioni a causa dei lavori volti allo sfruttamento idroelettrico iniziati negli anni ’60 e, seppur vicino al termine della strada (circa 30’ a piedi), rimane un po’ appartato.

Non è circondato da alte cime e non si trova neppure lungo un itinerario escursionistico di particolare fama, tutti motivi che lo rendono dunque poco noto. Ma torniamo alle particolari acque del lago, così povere di sali da ospitare organismi molto particolari e per questo interessanti. Per condurre uno studio approfondito è in corso una ricerca stagionale sulle acque del lago che ha portato i ricercatori del Museo sulle rive del bacino lacustre più volte, a luglio e ottobre dell’anno scorso e a marzo e a giugno di quest’anno. Ma come raggiungere il lago a marzo a 2233 metri di quota, quando la strada è chiusa e la neve può anche essere molto alta? E poi portare tutta l’attrezzatura, sonda, retini, bottiglie e boccetti e tutto quanto può servire a un ricercatore che lavori tutto il giorno in alta montagna d’inverno?

La risposta è stata semplice grazie alla disponibilità del Nucleo Elicotteri del Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco di Trento che alla nostra richiesta di assistenza, ha risposto positivamente. E così il 15 marzo scorso, con condizioni di tempo ottime e stabili e in un momento in cui l’elicottero era libero da altri più urgenti servizi, siamo partiti dall’aeroporto di Mattarello carichi di zaini e attrezzature. Un volo breve ma emozionante sulla Valle dell’Adige, il monte Gazza, il lago di Molveno, la Bocca di Brenta con il Rifugio Pedrotti e…. in un attimo eravamo già in Rendena!

“E il lago qual è?” chiede il pilota, “Quella conca più in alto a sinistra…”.

Breve rotazione e veloce atterraggio fra nuvole di neve sollevata dall’elicottero e a un cenno del pilota siamo tutti a terra. Recuperati i bagagli e infilate le ciaspole ai piedi, raggiungiamo la parte centrale del lago, nel punto di massima profondità in cui eseguiamo i prelievi. Ma per giungere all’acqua c’è prima da togliere uno strato di neve e ghiaccio: la neve tutto sommato è poca per la stagione (circa 20 cm) ma il ghiaccio è spesso circa 50 cm.

E a quel punto, secondo una stretta scaletta ormai collaudata seguono i rilievi con la sonda (temperatura, pH, mineralizzazione…), prelievi di campioni d’acqua e raccolta di organismi che vivono lungo la colonna d’acqua (fitoplancton, zooplancton). Si rileva tutto attorno poi il livello del lago e altri aspetti che verranno confrontati nelle diverse stagioni (l’emissario del lago, per esempio, dopo lunghe ricerche sotto la neve appare in asciutta). Siamo già primo pomeriggio ma anche grazie alla calda giornata tutto è filato liscio, ed è ora di tornare. E nella nuvola di neve sollevata dalle pale dell’elicottero, salutiamo la bianca conca del lago, scintillante nella luce del sole pomeridiano.

Per saperne di più

CANTONATI M., TOLOTTI M. & M. LAZZARA (a cura di), 2002. I laghi del Parco Naturale Adamello-Brenta. Ricerche limnologiche su laghi d’alta quota del settore siliceo del Parco. Documenti del Parco, 14.

giugno 2005

Link di approfondimento

Ambienti a bassa alcalinità

Il Lago Nero di Cornisello