FARFALLE

Ali che si “sfogliano” come libri…

di Luana Silveri

La tecnica che permette a una farfalla di spiccare il volo viene detta sfogliamento, ed è possibile grazie a due caratteristiche fondamentali delle sue ali: l’enorme flessibilità e la sincronizzazione nel movimento.

Vanessa atalata L.
Vanessa atalata L.

Davanti a una mosca di solito abbiamo reazioni di fastidio, uno scarafaggio ci fa rabbrividire e una mantide può farci paura con quei suoi occhi così sporgenti; ma davanti a una Vanessa rimaniamo tutti incantati sia per la bellezza dei colori che per la leggiadria del volo. Le vediamo muoversi senza posa, andare di fiore in fiore alla ricerca di nettare e colorare il cielo estivo. Se proviamo a catturarne una rimaniamo stupiti dalla rapidità con la quale riesce a involarsi e a fuggire.

La tecnica che permette a una farfalla di spiccare il volo viene detta sfogliamento. Una tale modalità di decollo è possibile grazie a due caratteristiche fondamentali delle sue ali; l’enorme flessibilità, che ne permette l’adattamento alle forze in azione senza provocarne la rottura. e la sincronizzazione nel movimento delle due paia d’ali. Le farfalle (Insetti Lepidotteri) possono essere distinte in due grandi gruppi, diurne e notturne. Nei Lepidotteri diurni il primo paio di ali è semplicemente sovrapposto al margine del paio posteriore, al contrario di quelli notturni in cui c’è una sorta di dentellatura che permette una più stretta adesione, funzionando come velcro.

“Sfogliamento” di una farfalla monarca (Danaus plexippus L.).

“Sfogliamento” di una farfalla monarca (Danaus plexippus L.).

Quando una farfalla avverte un pericolo unisce le ali al di sopra del corpo; in questo modo non solo offre al potenziale nemico i suoi colori più criptici o terrifici, ma si porta anche nella posizione adatta al decollo e alla fuga. Il suo volo improvviso verso l’alto avviene grazie a un potente battito d’ali, molto ampio e accentuato, rivolto verso il punto più basso possibile. Le ali iniziano la loro discesa dai margini superiori del paio anteriore e si aprono come le pagine di un libro fino al margine inferiore del secondo paio di ali. La pressione risultante sulla parte inferiore dell’ala spinge il corpo dell’insetto verso l’alto e indietro. Nel contempo si ha la formazione di un’area di bassa pressione che “risucchia” la farfalla verso l’alto. Il decollo è così possibile grazie a due componenti: la forza di reazione derivante dalle ali che spingono l’aria verso il basso e la forza di “risucchio” verso l’alto provocato dalla bassa pressione derivante dallo sfogliamento delle ali. Questi due movimenti producono una spinta continua che per mette alla farfalla di involarsi.

Dopo il decollo la farfalla fugge in avanti, producendo con le ali una corrente d’aria rivolta all’indietro. Poiché ali sono inclinate in avanti, la forza di reazione alla spinta è formata da due componenti; una che permette la pressione verso l’alto (forza di sollevamento) e l’altra che invece permette di spingersi in avanti (forza di propulsione).

Farfalle (Anthocaris cardamines L.) in volo

Farfalle (Anthocaris cardamines L.) in volo

A ogni battito d’ali verso l’alto e verso il basso si forma una scia data dai vortici d’aria spostati dalle ali dal margine anteriore verso quello posteriore. L’intensità dei vortici dipende dalla velocità di movimento dell’ala, più rapido è il battito, maggiore è la pressione esercitata sull’aria e di conseguenza maggiore sarà la spinta in avanti che ne deriverà.

In media è stato calcolato che una farfalla può raggiungere velocità di volo che si aggirano intorno ai 18 Km/h; seppur così piccole sono in grado di compiere lunghe e faticose migrazioni, come accade alle farfalle Monarche che ogni anno si spostano, alla fine dell’estate, dal Nord America fino in California e in Messico, dove trascorrono la stagione invernale.

Durante questa migrazione coprono distanze dell’ordine di 70 Km al giorno e fino ad oltre mille Km in un mese. Per spostarsi su simili distanze le farfalle sfruttano le correnti calde ascensionali grazie alle quali riducono lo sforzo energetico al minimo. Sono macchine perfette, in grado di unire le più sofisticate tecniche di volo, alla bellezza più varia, e osservarne il volo sui prati è una meraviglia e una scoperta cui non ci si abitua mai… ci piace poter continuare a “sfogliare” questi libri!

giugno 2005