Gruppo Micologico
«Giacomo Bresadola» (APS)
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Leucocoprinus cretaceus (Bull.) Locq.

Bull. Mens. Soc. Linn. Soc. Bot. Lyon 14: 93. 1967.

Leucocoprinus cretaceus
  Matteo Lazzari  

Posizione sistematica
Phylum Basidiomycota ► Classe Agaricomycetes ► Ordine Agaricales ► Famiglia Agaricaceae.

  • Agaricus cretaceus Bull., Herb. France 8: pl. 374. 1788, nom. sanct. (Syst. mycol. 3 (Index): 14. 1832).  — Agaricus cepistipes var. cretaceus (Bull.) Pers., Syn. meth. fung. 2: 416. 1801.  — Coprinus cepistipes [uisr] cretaceus [ß] (Bull.) Gray, Nat. arr. Brit. pl. 1: 633. 1821.  — Coprinus cepistipes var. cretaceus [ß] (Bull.) Gray, Nat. arr. Brit. pl. 1: 633. 1821.  — Pluteus cretaceus (Bull.) Fr., Anteckn. Sver. ätl. svamp.: 34. 1836.  — Psalliota cretacea (Bull.) Gillet, Mém. Soc. Émul. Montbéliard ser. 2 (Champ. Jura Vosges 1) 5: 139. 1872.  — Pratella cretacea (Bull.) Gillet, Hyménomycètes: 563. 1878.  — Lepiota cepistipes var. cretacea (Bull.) Sacc., Syll. fung. 5: 44. 1887.  — Fungus cretaceus (Bull.) Kuntze, Revis. gen. pl. 3 (3): 479. 1898.  — Lepiota cretacea (Bull.) Mattir., Atti Accad. Naz. Lincei, Mem. 12 (11): 30. 1918.  — Leucoagaricus cretaceus (Bull.) Mos., Kleine Krypt.-Fl. [STD], ed. 3 2b/2: 185. 1967. (nom. inval.)art. 41.1 ICN, riferimento mancante al basionimo / sinonimo rimpiazzato
  • Lepiota cretata Locq., Mitt. Aargau. naturf. Ges. 23: 82. 1950. (nom. inval.)art. 39.1 ICN, mancanza di descrizione o diagnosi latina (1935-2011) — Leucocoprinus cretatus (Locq.) Mos., Kleine Krypt.-Fl. [STD], ed. 1 2: 116. 1953. (nom. inval.)art. 39.1 ICN, mancanza di descrizione o diagnosi latina (1935-2011) — Leucocoprinus cretatus Lanzoni, Atti XIX Com. scient. naz. Serina (Bergamo): 30-31. 1986.

Specie saprotrofa di colore interamente bianco tipica delle serre e dei vasi da fiori ma che può essere rinvenuta anche sui terreni coltivati o nei giardini. I basidiomi, solitamente cespitosi, sono completamente ricoperti da fioccosità concolori, facilmente detersili, che rendono questa specie facile da riconoscere. La sua particolare ecologia legata ai contesti antropizzati le ha permesso di diffondersi al livello quasi globale.

(testo: Matteo Lazzari)

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